Andreas Meyer in merito alla giornata digitale: «Il dialogo è più importante di qualsiasi spettacolo»

Il 21 novembre 2017 si svolgerà la prima giornata digitale rivolta alla popolazione svizzera che vedrà la partecipazione di oltre 40 rinomate aziende. Durante la conferenza stampa di digitalswitzerland era presente anche il CEO delle FFS Andreas Meyer. Abbiamo voluto sapere da lui perché c’è bisogno di una giornata digitale e perché le FFS si impegnano in tal senso. Il CEO delle FFS ritiene che la digitalizzazione offra molte opportunità, ma avverte anche dei pericoli di un «battage digitale». Vuole discutere insieme alle collaboratrici e ai collaboratori su come cambierà la loro vita professionale e auspica un dialogo con l’intera popolazione.

Signor Meyer, perché le FFS si impegnano così tanto per la giornata digitale?

Andreas Meyer, CEO FFS
Andreas Meyer, CEO FFS

Perché la digitalizzazione cambierà la società e l’economia e in particolare anche la mobilità. Ha un’importanza enorme per il nostro Paese. Lo dimostra la partecipazione della Presidente della Confederazione Leuthard e dei consiglieri federali Schneider-Ammann e Berset. Il 21 novembre inviteremo persone di ogni età nelle nostre stazioni di Zurigo, Ginevra, Coira e Lugano per vivere la digitalizzazione e per dialogare.

 

Quando si tratta di digitalizzazione si parla molto di opportunità. Quali opportunità si presentano per le FFS?

Incrementare l’efficienza e soddisfare in maniera molto più personalizzata e individuale le esigenze della clientela grazie a nuovi modelli aziendali digitali. Prendiamo l’applicazione Buon viaggio di Mobile FFS: sarà sviluppata per diventare la piattaforma intermodale della mobilità per tutta la Svizzera. L’automazione nel traffico merci sostituisce molti processi manuali. Con «SmartRail 4.0», insieme ad altre ferrovie vogliamo aumentare la capacità fino al 30 percento e ridurre notevolmente i costi grazie alle nuove tecnologie: un maggior numero di treni, un orario più fitto con meno perturbazioni e migliori informazioni alla clientela a costi più contenuti, questa è la tecnica ferroviaria del futuro.

E quali opportunità si presentano per la Svizzera?

La digitalizzazione è un eccezionale motore dell’innovazione per la società e l’economia. Diventa possibile fare di più con meno e anche in modo migliore, liberando grandi potenzialità a livello politico-economico. La digitalizzazione ha quindi un’importanza enorme per il nostro Paese. E la Svizzera ha i migliori presupposti per gestire con successo tale svolta e per garantire che tutti possano trarne vantaggio. L’economia e la scienza vogliono portare avanti la trasformazione digitale con progetti concreti e coordinati. A tal fine il Comitato consultivo Trasformazione digitale istituito dal Consiglio federale ha avviato il piano d’azione digitale per la Svizzera con il sostegno di digitalswitzerland. Io mi sto impegnando personalmente in tal senso.

La digitalizzazione suscita però anche dei timori.

Sì, certamente. Con tali opportunità non dobbiamo cadere in un «battage digitale» e perdere così di vista la base della nostra attività; puntualità, sicurezza e stato della rete rimangono le nostre fondamenta. Dobbiamo affrontare le domande e i timori legati alla digitalizzazione. Prossimamente, con il capo HR Markus Jordi e il responsabile Condotta dei treni Mani Haller, parteciperò a un incontro con i macchinisti a Olten per discutere con loro su come cambierà la loro professione con la digitalizzazione. Per me questo è un primo passo: desidero condurre il dialogo anche con altre categorie professionali. Infatti, molte figure professionali cambieranno con la digitalizzazione. Possiamo sfruttare le opportunità, ma dobbiamo fare la cosa giusta; le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori con le loro vaste conoscenze rivestono quindi un’importanza centrale. Abbiamo ora la possibilità di sviluppare insieme il mondo del lavoro del futuro.

Suona bene, ma: la digitalizzazione è sinonimo di treni autonomi e, per continuare con questo esempio, a un certo punto non ci sarà più bisogno di macchinisti.

Io la vedo in modo diverso. Il macchinista assumerà compiti diversi da oggi, ad esempio svolgendo maggiormente attività di controllo, dato che la tecnica potrà rilevare molti lavori di routine. Sono convinto che continueremo ad avere personale sui nostri treni ancora per molto, molto tempo.

Tornando alla giornata digitale. Quali sono per lei le cose più importanti?

Due cose: in primo luogo permettere di vivere esperienze nell’ambito della digitalizzazione. Esempi concreti mostrano che cosa si può fare già oggi grazie alla digitalizzazione. Come il chiosco-robot Mario, di cui avrà sicuramente sentito parlare, oppure le possibilità che offre la nostra applicazione Mobile FFS. I passanti potranno fare per la prima volta un tour di realtà aumentata attraverso la stazione centrale di Zurigo e vivere e sperimentare in maniera ludica la mobilità del futuro e le relative tendenze. Oppure con un collegamento in diretta nella Centrale d’esercizio Est potremo far conoscere la tecnica ferroviaria del futuro alle persone.

E in secondo luogo?

In secondo luogo, una cosa che per me è più importante del più fantastico degli spettacoli digitali: il dialogo sulle opportunità ma anche sui rischi della digitalizzazione con la popolazione, le collaboratrici e i collaboratori, le parti sociali, i politici.

Per maggiori informazioni sulla giornata digitale 2017 cliccate qui.

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